A sedici anni, Beth viene adottata dai coniugi Wheatley. La sua nuova vita è inizialmente piatta, finché non scopre i tornei di scacchi locali. Partecipa al suo primo torneo a Lexington senza avere un ranking ufficiale e sbaraglia tutti gli avversari.
Lì, in un angolo polveroso, vede il signor Shaibel, il custode dell'istituto, seduto da solo davanti a una scacchiera. Beth ne rimane folgorata. Dopo iniziali rifiuti, Shaibel accetta di insegnarle il gioco. Beth impara a una velocità prodigiosa: di notte, sotto l'effetto dei tranquillanti (che all'epoca venivano somministrati regolarmente agli orfani), visualizza sul soffitto della camerata una scacchiera gigante, giocando partite intere nella sua mente. L’Adozione e il Successo
Sotto l'ala della sua madre adottiva, Alma — una donna infelice che trova nel talento della figlia una nuova ragione di vita e una fonte di guadagno — Beth inizia a viaggiare per gli Stati Uniti. Vince un torneo dopo l'altro, scalando le classifiche nazionali. La sua figura rompe ogni schema: è una giovane donna elegante e sofisticata in un mondo dominato da uomini di mezza età in giacca grigia. La Discesa nel Baratro La regina degli scacchi
La morte di Alma la lascia ancora più sola nella sua grande casa vuota, circondata da bottiglie e fantasmi del passato. Beth si convince che il suo genio sia indissolubilmente legato alla chimica, e che senza le pillole non possa vedere le mosse sul soffitto. La Redenzione: Mosca 1968
La storia inizia negli anni '50, in un grigio orfanotrofio del Kentucky. Beth Harmon vi approda a nove anni, dopo essere sopravvissuta all'incidente d'auto in cui è morta sua madre. È una bambina silenziosa, quasi invisibile, finché un giorno non viene mandata nel seminterrato a pulire i cancellini. A sedici anni, Beth viene adottata dai coniugi Wheatley
In quel momento, Beth ha finalmente trovato la sua casa: non un edificio, ma la scacchiera stessa.
Nella partita finale contro Borgov, Beth si trova in difficoltà. Rifiuta l'offerta di patta del campione russo. Alza lo sguardo al soffitto della cattedrale di Mosca e, per la prima volta, vede le pedine muoversi . La sua mente è finalmente libera. Con una manovra brillante, costringe Borgov alla resa. Il Finale: "Giochiamo" Lì, in un angolo polveroso, vede il signor
Beth Harmon non è più l'orfana del Kentucky o la stella autodistruttiva dei giornali. È la Regina. Dopo la vittoria, invece di andare alla festa ufficiale, scende dall'auto che la scorta all'aeroporto. Cammina in un parco di Mosca, dove decine di anziani giocano a scacchi sui tavolini di pietra. Si siede di fronte a uno di loro, lo guarda negli occhi e dice in russo: "Giochiamo" .